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Fotografia | Che cos’è il “Ring Flash”? Ecco i nostri consigli

Un approfondimento sulla tecnica del ring flash e come viene utilizzato nei vari servizi fotografici.

Cos’è il ring flash?

Sono sempre stato curioso e attento, guardando le immagini di autori classici, chiedendomi come avessero ottenuto un risultato accattivante e stimolante nelle loro immagini. Questo desiderio mi ha progressivamente portato a fare una dissezione di ciò che ho visto in probabili set di luci che potrebbero aver usato. A volte ha funzionato, a volte no. Così gradualmente ho capito che non è solo questione di numero e direzione delle luci coinvolte. È anche una questione di qualità della luce che si può avere con diverse sorgenti o modificatori. La luce può essere morbida, diretta, indiretta, diffusa, concentrata, forte, anche aspra: tutte queste qualità possono essere mixate.

Nell’articolo presente voglio occuparmi della tecnica del “ring flash”. Questo tipo di luce può essere utilizzato per una moltitudine di look, ma comunque sia possiede delle caratteristiche specifiche. La maggior parte delle persone associa il ring flash alla fotografia di moda, ma sfortunatamente molti fotografi potrebbero non sapere cosa stia effettivamente facendo l’effetto.

I flash anulari sono noti per far apparire nel soggetto un anello luminoso negli occhi. È una bellissima luce che cattura e che aggiunge ulteriore enfasi agli occhi. E’ un metodo molto apprezzato, caratterizzato da ombre intense dietro al soggetto realizzato con il flash ad anello. E’ stato tipicamente utilizzato dai fotografi di eventi e dai fotografi di moda. E’ una tecnica che è stata resa famosa da fotografi come Terry Richardson, e che forse oggi nell’uso quotidiano non è più di forte tendenza.

Tecniche specifiche

Se vogliamo rimanere sulle conoscenze di base, diciamo che un flash anulare è uno strobo progettato con una lampadina rotonda. Il centro è incavato ed è tipicamente il punto in cui un fotografo attacca l’obiettivo per ottenere il massimo dall’effetto. In origine, sono stati progettati per un uso macro e dentale in modo che i dentisti potessero illuminare uniformemente i denti di un paziente. Sono stati poi adattati al mondo della moda e della fotografia editoriale. In parole povere, per ragioni più commerciali. Questi flash spesso vengono collegati a un pacco batteria e sono anche molto potenti, consentendo al fotografo di scattare con l‘impostazione ISO più bassa. Alcuni dei migliori sono realizzati da Profoto, Elinchrom, Broncolor.

A volte possono essere molto pesanti ed è proprio per questo motivo che spesso i fotografi li usano con il treppiedi. Inoltre, tutti questi flash hanno un’emissione di luce manuale, quindi consiglio vivamente di utilizzare un esposimetro portatile che indicherà l’esposizione della luce.

Ring flash: una tecnica “rivoluzionata”

Uno sviluppo più recente ha a che fare con molti modificatori del flash (Andoer, Neewer, Orbis). La maggior parte delle persone tende ad optare per queste alternative perché sono più economiche e preferiscono lavorare con flash più piccoli che, combinate con le prestazioni delle moderne fotocamere a ISO più elevati, possono ancora essere davvero efficaci. A causa del fatto che gli strobo dedicati sono in genere più deboli dei flash da studio, per usarli si potrebbe arrivare fino a 800 o 1600.

Poiché il modificatore “uccide” uno o due stop di luce, l’effetto si vedrà a malapena, a meno che non ci si avvicini al soggetto. Per ottenere migliori risultati consiglio di utilizzare un obiettivo equivalente a 35 mm o 50 mm. Inoltre, direi di non fermarsi mai oltre f5.6 e se si scatta in modalità TTL, si potrebbe voler impostare la compensazione EV almeno su +1. Al contrario, se si opta per il flash ad anello da studio (significativamente più potente di quelli hot shoe), la scelta può ricadere su un obiettivo da 85 mm o 100 mm. La scelta più comune per la fotografia di ritratto.

Memento audere semper!

Quindi, a questo punto abbiamo raggiunto la conoscenza di base che di norma utilizziamo per un aspetto molto specifico: a) sguardo a forma di anello negli occhi; b) un ritratto del viso totalmente privo di ombre; c ) un “alone” di ombra dietro il soggetto; d) luci speculari, che sono i dettagli extra fini che emergono su un soggetto quando si utilizza un flash anulare.

Se all’inizio usiamo un obiettivo molto nitido (combinato con un anello flash), la nostra nitidezza percepita dell’immagine sarà maggiore a causa di tutti i dettagli nascosti che porteremo in evidenza. La posizione più nota della fotocamera è quella con l’obiettivo centrato all’interno del bulbo nudo dell’anello direttamente nel soggetto. Sebbene il flash ad anello nei ritratti abbia un aspetto molto particolare e uno stile specifico, si possono comunque ottenere risultati eccezionali (e persino migliori) con un flash anulare, se usato in modo convenzionale o combinato con altre fonti di luce. Questo è il vero punto di questo tutorial: non limitarti a uno stile consolidato! inizia da qualcosa per poi procedere sperimentando. Quindi, nel caso in cui avessimo ispirazione, ci renderemo conto che il flash anulare è in realtà uno strumento molto versatile, in grado di creare un’ampia varietà di effetti e ritratti avvincenti in un modo che va ben oltre il semplice scatto.

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