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Identikit| Giovanni Gastel: moda, still life e ritratti sotto una lente ironica ed elegante

“Ogni essere umano ha dentro di sé uno stile, ognuno di noi è unico nell’universo, c’è un’assoluta unicità in tutti noi”

 

L’epidemia di Covid19 ha strappato all’Italia una parte della sua cultura. Sono tanti gli artisti, esponenti dei vari “universi” creativi che ci hanno lasciato in questo periodo.
In nome dell’ironia e dell’eleganza della fotografia abbiamo deciso di rendere omaggio al fotografo Giovanni Gastel che nei giorni scorsi è venuto a mancare.

 

giovanni gastel fotografo

Non solo fotografo ma anche scrittore e poeta, un creativo a tutto tondo.
Giovanni Gastel nasce a Milano il 27 dicembre 1955, da Giuseppe Gastel e da Ida Visconti di Modrone.
Il suo incontro con la fotografia avviene negli anni ’70 in un seminterrato di Milano. Qui un giovane Gastel comincia il suo apprendistato scattando fotografie e imparando le tecniche di base.
Negli anni ’80 scopre il mondo della moda che caratterizzerà la sua carriera.
Nell’ambiente del glamour collabora dapprima con “Vogue Italia” e poi con le riviste “Uomo” e “Donna”, grazie all’incontro con Flavio Lucchini.

 

“Fotografare è una necessità e non un lavoro. Rendere eterno un “incontro” tra due anime, mi incanta e mi fa sentire parte di un tutto”

 

 

vanity fair gastel
Vanity Fair “Come Telma e Louise”

 

 

gastel Aldo coppola moda
Credit: Giovanni Gastel per Aldo Coppola

Gli anni sono quelli che vedono il boom del Made in Italy e l’affermazione dello stile italiano sul panorama globale.
In questo contesto Giovanni Gastel inizia la collaborazione con alcune delle case di moda italiane più prestigiose tra cui Versace, Missoni, Tod’s, Trussardi, Krizia, Ferragamo e molte altre.
Il successo dei suoi scatti lo porta a Parigi e negli atelier della capitale francese dove lavora per grandi marchi come Dior, Nina Ricci, Guerlain.
Tuttavia, è un creativo e sente che il mondo della moda non gli basta per esprimere la sua immaginazione e così si lancia in progetti dal carattere prettamente artistico, riscontrando anche qui un grande successo.
Nel 1997, la Triennale di Milano gli dedica una mostra personale curata dal critico Germano Celant.

“Ognuno dovrebbe scavare dentro di sé e cercare la parola che più lo rappresenta e intorno a questa costruire il proprio mestiere”

 

gastel ritratti
Credit: Giovanni Gastel

La mostra fa da trampolino di lancio alla sua carriera portandolo in vetta all’interno dell’universo dell’élite fotografica mondiale.
Inizia ad apparire sulle prime riviste specializzare accanto ai nomi dei maestri della fotografia quali Oliviero Toscani, Giampaolo Barbieri, Ferdinando Scianna e di leggende internazionali come Helmut Newton, Annie Leibovitz e Jürgen Teller.

Nel 2000 si apre un nuovo paragrafo della sua carriera fotografica con l’esperienza ritrattistica. Negli ultimi anni Gastel si immerge totalmente nel genere immortalando molti volti noti dal mondo politico, come Barack Obama, a quello del cinema italiano, come Carolina Crescentini, ottenendo anche l’Oscar per la fotografia nell’ambito della manifestazione La Kore – Oscar della moda.

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Credit: Giovanni Gastel per Elle Decor

“Se sposi la parola eleganza, sposi anche alcuni atteggiamenti, una visione del mondo, una certa idea del tuo ruolo”

 

gastel evangelista ritratto moda
Credit: Giovanni Gastel – Linda Evangelista per Trussardi

Giovanni Gastel rappresenta la Milano del gusto, della creatività, dello stile.
Una fotografia empatica e seducente che esprime una bellezza non omologata, derivante dalla particolarità dei difetti e dalle asimmetrie.
I ritratti sono migliaia e sono stati raccolti nell’ambito della mostra fotografica “The People I like” al MAXXI di Roma.
Attraverso di essi Giovanni Gastel riesce a leggere le persone e trasmettere l’emozione dietro ogni scatto in un clima ironico e familiare creato all’interno dello studio.
Per lui la fotografia è un gioco di seduzione tra fotografo e soggetto, espresso e catturato in 1/125 di secondo, che sintetizza in un’immagine l’intensità e i significati di un momento e l’anima di una persona.
Le pose descostruite per vivere l’attimo e l’eleganza della luce trasmessa dai soggetti, caratterizzano una fotografia che nasce dalle parole e dai concetti, ponendo in primo piano le espressioni con un punto di vista nuovo, particolare che lui stesso ha definito distonico.

crescentini ritratto gastel
Credit: Giovanni Gastel – Carolina Crescentini

 

Fonti:

E. Ratto, Giovani Gastel: non c’è limite alla creatività, https://www.maledettifotografi.it/interviste/giovanni-gastel/

A. Corrado, https://www.theducker.com/i-migliori-personaggi-di-sempre/giovanni-gastel-intervista-2/

http://www.giovannigastel.it/

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