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autoritratto 1954

Identikit| Vivian Maier: Mary Poppins con la Rolleyflex tra le strade del Bronx

"Ho fotografato i momenti della vostra eternità, perché non andassero perduti"

 

autoritratto vivian maier
Autoritratto, New York 1953 – Credit: Vivian Maier

Nel 2007 John Maloof compra all’asta un magazzino di Chicago.
Al suo interno trova un vecchio baule con più di centomila negativi: si accorge di aver trovato il tesoro nascosto di Vivian Maier.
Decide così di pubblicarli e raccoglierli nel docufilm "Alla ricerca di Vivian Maier. La tata con la Rolleiflex” facendo conoscere il suo talento in tutto il mondo.

Qui inizia la storia della fotografa, riservata al punto da aver tenuto i suoi scatti celati per quasi tutta la sua vita.

Vivian Maier nasce negli Stati Uniti da una famiglia immigrata di origine europea.
Trascorre la maggior parte della sua infanzia in Francia con la madre e un’amica di famiglia, la fotografa Jeanne Bertrand, grazie alla quale Vivian comincia ad appassionarsi al mondo della fotografia.

Ha ventotto anni quando decide di tornare nella Grande Mela. Vende la sua proprietà di Champsour e compra un biglietto per New York.

Una tata per le strade di New York

 

New York 1959, Vivian Maier
East 108th Street. 28 settembre 1959 New York, NY – Credit: Vivian Maier

New York , 1951. Capelli a caschetto e abito dal colletto tondo. Vivian Maier risponde a un’inserzione su un giornale locale per lavorare come tata presso una famiglia di Southampton. Nei momenti di svago, durante le passeggiate pomeridiane con i bambini, si dedica a immortalare gli attimi di vita per le strade di New York e successivamente, nel 1956, di Chicago. Le famiglie l’hanno sempre incuriosita. La affascina entrare nel loro mondo, diventare spettatrice dei loro momenti. A lei bastano una città, dove potere osservare le emozioni e le vite intrecciarsi sulle strade, una stanza per le sue cose, un bagno privato dove sviluppare una camera oscura e la sua Rolleiflex.

 

Gli autoritratti sulle vetrine dei negozi

 

vivian maier 1955 ny
Maggio 1955, New York – Credit: Vivian Maier

Proprio dalla sua camera, Vivian comincia a cercare la giusta inquadratura e scatta i primi auto ritratti sfruttando il suo riflesso sui vetri delle finestre.
La Maier ricorre a vetrine, specchi e superfici riflettenti per ritrarsi con la macchina fotografica ben salda attorno al collo, come per entrare a far parte di quella realtà da cui forse si sente alienata.
La fotografia è il suo modo di comunicare con il mondo che la circonda, di raccontare storie.
Ogni elemento nell’inquadratura ha un suo peso ed interagisce in modo per nulla scontato con gli altri, svelando una visione fotografica incredibilmente nitida e definita che non lascia spazio al caso.

La Street Photography per raccontare il mondo

 

Chicago 1961, teatro Balaban, vivian maier
The Balaban Artists Theatre nel 1961. Chicago – Credit: Vivian Maier

La street photography della Maier riproduce la realtà americana, le emozioni e le espressioni dei soggetti che immortala. Sono le storie delle persone che incontra nei sobborghi della città o per caso durante uno dei suoi viaggi attorno al mondo. I protagonisti sono i bambini, le strade, gli emarginati, catturati nella spontaneità del quotidiano. Tuttavia, con i primi scatti a colori degli anni ’70, la fotografia della Maier diventa più astratta. Le persone, che avevano contraddistinto le sue storie fotografiche, vengono pian piano sostituite da oggetti e graffiti che caratterizzeranno il suo stile alla fine della carriera di una delle più importanti fotografe del genere street.

 

 

Fonti:

M.Botta, https://iperarte.net/ledonnedellarte/vivian-maier/
http://www.vivianmaier.com/
M.Colli,http://www.cristinapalmieriarte.com/item.php?menuId=15&table=homeditorials&itemid=43
D.Ambrosio, https://www.elle.com/it/magazine/storie-di- donne / a32355452 / vivian-maier-foto-famose /
https://www.grandi-fotografi.com/alla-ricerca-di-vivian-maier

 

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