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La food photography: l’arte di far mangiare con gli occhi

Scattare una foto di un piatto cercando di renderlo il più appetibile possibile, senza trascurare mai la dimensione emozionale e conviviale che caratterizza il cibo: questa è la food photography.

Credit: Guido Fuà

L’arte di raffigurare il cibo: i precursori della fotografia di food

Credit: Guido Fuà

La food photography è un genere che ha molti punti di contatto con quello della still life, per molti può essere considerato un vero e proprio sottogenere della fotografia che ha come prerogativa quella di produrre scatti di qualità immortalando le cosiddette “nature morte“, cioè oggetti inanimati come frutta, ortaggi o fiori. Ciò che è certo è che fra questi due generi vi è un filo conduttore che li lega da sempre: il cibo.

Prima dell’invenzione della fotografia, sono stati i pittori a occuparsi di ritrarre il cibo nei loro dipinti: da Caravaggio a Cézanne, passando per van Gogh, i più illustri rappresentanti del genere della natura morta influenzano, ancora oggi, lo stile dei migliori food photographer contemporanei.

Come riportato dal New York Times, la prima fotografia di cibo è stata scattata nell’Ottocento da Joseph Nicéphore Niépce. Lo scatto ritrae un tavolo sul quale sono posizionati, secondo un ordine molto semplice e statico, una bottiglia, una ciotola, un bicchiere e delle posate. La foto, naturalmente in bianco e nero, ha uno stile molto simile a come è stato documentato il cibo attraverso l’arte nei secoli precedenti.

Poco tempo dopo, verso la seconda metà dell’Ottocento, l’inglese William Fox Henry Talbot pubblicò The pencil of nature, il primo libro illustrato da fotografie che sia mai stato commercializzato: il volume fotografico conteneva anche raffigurazioni di frutta corredate da brevi didascalie.

Gli sviluppi della Food Photography

Con l’invenzione della fotografia non erano più soltanto i dipinti a raccontare la storia. Anzi, col passare del tempo la fotografia diventa il mezzo privilegiato, e anche più immediato, per immortalare storie di eventi e di vita quotidiana. E così, anche la rappresentazione del cibo ha seguito la stessa strada e, come abbiamo appena visto, già dall’Ottocento inizia a instaurarsi il connubio “fotografia + cibo“.

Credit: Guido Fuà

Con la rapida evoluzione degli strumenti, la fotografia si impone con la sua portata dirompente e, a cavallo fra gli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso, si inizia a fare strada anche fra la pubblicità e l’editoria. Sempre più libri, infatti, erano corredati da immagini, ma, soprattutto, sempre più pubblicità non potevano fare a meno della fotografia per essere realmente accattivanti. La fotografia commerciale a colori di cibo si sviluppa proprio in questi anni, e inizia ad assumere le caratteristiche della food photography così come la conosciamo noi oggi.

I libri e le riviste di cucina iniziano a riempirsi di rappresentazioni visive della ricetta di cui si scriveva o del piatto che si consigliava di cucinare in occasione del Natale o di qualsiasi altra ricorrenza.

Dunque, possiamo notare come la food photography, fin dalla sua reale affermazione sul campo, abbia uno stretto legame con l’ambito commerciale e della pubblicità, più di qualsiasi altro genere fotografico che si è soltanto adattato alla pubblicità o che è nato dopo per esigenze di mercato, come la fotografia di corporate.

La food photography nell’era digitale

Nonostante la natura stessa della food photography rimanga inalterata fin dalla sua nascita, negli ultimi anni possiamo individuare almeno due grandi cambiamenti che il mondo della fotografia di cibo ha attraversato: in primis, l’avvento della fotografia digitale, e, in secondo luogo, il food blogging.

Credit: Guido Fuà

Il risultato di queste due traiettorie è l’esplosione di immagini alimentari: dalle più elaborate alle più semplici, scattate anche al ristorante con un comune smartphone. Oggi più che mai, infatti, siamo circondati da fotografie di cibo: le vediamo in televisione, le continuiamo a vedere sulle riviste, ma soprattutto, le abbiamo tutti i giorni sotto gli occhi scorrendo la timeline di Instagram, Facebook o Pinterest.

Negli ultimi anni il cibo in generale è diventato un soggetto privilegiato attorno al quale costruire format televisivi (si pensi alla fortuna dei diversi programmi culinari in Tv, come Masterchef, solo per citarne uno), siti internet (come Scatti di gusto, uno dei più noti siti di food&beverage in Italia), e infine, intere pagine social , siano esse incentrate sulle ricette di cucina, sulla rassegna dei migliori ristoranti in città, oppure dedicate proprio alla fotografia di food.

Insomma, siamo circondati da foto di cibo che stuzzicano l’appetito e ti invogliano a mangiare. Ed è per questo, che da un lato vediamo la nascita di trend portati avanti da hashtag sui social, come il #foodporn, dall’altro Chef e ristoratori non possono più fare a meno di affidarsi a Food Photographer professionisti per la rappresentazione e pubblicità dei loro piatti.

Credit: Francesco Pruneddu

Proprio a riguardo di quanto appena detto, è opportuno sottolineare che la tendenza amatoriale di fotografare la torta della nonna appena sfornata o il piatto gourmet mangiato al ristorante e pubblicato in real time in una IgStory, non ha nulla a che vedere con la vera Food Photography. Dietro a delle professionali foto di food si cela la mano e l’occhio attento di un fotografo professionista che, per far venire l’acquolina in bocca a chi guarda le sue foto, non lascia nulla al caso. Per questo, molte fotografie di food sono ricche di particolari e di elementi del contesto in cui avviene lo scatto. Un tavolo sporco di farina, un mestolo, un coltello o un impiattamento particolare e ricercato sono tutti elementi che sono finalizzati al messaggio che il fotografo vuole trasmettere.

Per concludere, ogni fotografo di food è in grado di dare quel tocco in più agli scatti di cibo che lo rendono unico nel suo genere: chi predilige scatti più rustici e caserecci, chi, invece, vuole trasmettere raffinatezza ed eleganza attraverso scatti minimal e luminosi. Ciò che è certo, è che la fotografia di food riesce, tramite un solo senso, la vista, a suscitare tutte le emozioni che di solito il cibo evoca attraverso tutti e cinque i nostri sensi.

Fonti:

https://www.occhiodelfotografo.com/food-photography-fotografare-il-cibo/

https://www.lucacazzaniga.it/fotografia-food/i-migliori-food-photographer-italiani-e-non-da-seguire/

http://mangiarebuono.it/larte-di-fotografare-il-cibo/

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