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fotografia surrealista

La fotografia surrealista: tra inconscio e disgregazione

Origini del movimento artistico e principali caratteristiche

Nel 1924 il poeta Andrè Breton redigeva il “Manifesto del Surrealismo”, nel quale si esaltavano l’inconscio e la casualità: due elementi in grado di fornire un nuovo significato alla realtà quotidiana. Questo movimento artistico-culturale, tra i più longevi del 900, non è altro che un’evoluzione del Dadaismo, nonché oggetto dell’influenza del pensiero freudiano. Infatti, come per Freud il tema del sogno e dell’inconscio assumono un ruolo centrale in una società ormai all’insegna del progresso, anche nel surrealismo si privilegiano aspetti legati all’inconscio e all’esperienza del sogno, capace di rivelare la natura delle cose.

Surrealismo del corpo femminile
Photo Credit: “Shadow and Light” – Bill Brandt

Per i sostenitori del Surrealismo, la percezione della realtà non è altro che una costruzione della mente e dei suoi meccanismi. Il corpo umano, in quanto frontiera tra la realtà esterna e la vita interiore, diventa il laboratorio espressivo ideale nel quale stravolgere le convenzioni percettive e rappresentative tradizionali. Per questo motivo, il corpo femminile, soggetto principe dei surrealisti, è un corpo disordinato, confuso, votato all’anormalità e a quella nozione di “bellezza informe”, teorizzata da Bataille. Quest’ultimo, tramite questo concetto, esprime la volontà di andare oltre la rappresentazione del corpo naturale. Bataille nega il fatto che ogni cosa abbia una forma propria e nell’esplicitare tale assunto trova nella fotografia un valido alleato: attraverso diversi tipi di manipolazione fotografica, il corpo viene disgregato.

La disintegrazione delle categorie e degli schemi percettivi tradizionali, insomma, nell’estetica surrealista, si esplicita in primo luogo come disintegrazione del corpo, processo che è sia costruzione che scomposizione. Il corpo può essere sia smontato che rimontato in modi diversi. Non si tratta della rappresentazione oggettiva del corpo, ma della volontà di uscire fuori dagli stereotipi e da schemi mentali rigidi, della messa in scena dello stesso così come viene vissuto dall’interno. Il Surrealismo riduce il corpo ad oggetto, tendenza portata avanti già dal Dadaismo.

Rapporto tra il surrealismo e la fotografia

Surrealismo fotografico
Photo Credit: Rodney Smith

Come accennato in precedenza, tale movimento artistico ha influenzato la fotografia, quest’ultima ha saputo accogliere le istanze surrealiste facendole proprie. Per i surrealisti la fotografia rappresentò il medium che garantiva grandi possibilità liberatorie nel montaggio di diverse immagini, in cui venivano accostate quelle che rappresentavano realtà eterogenee. Sulla scia del surrealismo pittorico, la fotografia surrealista ha l’obiettivo di esprimere, per mezzo delle immagini, l’essenza e le inquietudini dell’essere umano attraverso tecniche e tematiche legate al mondo dell’inconscio, dell’onirico e dell’irrazionale. La fotografia veniva vista dai surrealisti come uno dei mezzi più efficaci per far emergere gli aspetti più profondi della quotidianità. Evidenziare l’ambiguità delle immagini di cui è costituita la realtà, è uno degli aspetti principali di queste opere. Si può affermare che la fotografia surrealista non ha un carattere stilistico ben definito, poichè il suo utilizzo varia a seconda delle esigenze e perché i numerosissimi artisti che la praticano, lo fanno spesso in gruppo, intendendola come una vera e propria pratica creativa collettiva, in cui una fotografia veniva scambiata e rimaneggiata, fino a divenire oggetto di riappropriazioni ed alterazioni continue. Non è solo la fotografia che interiorizza i precetti di tale movimento artistico, ma è anche quest’ultimo che assorbe dalla fotografia tradizionale il modo di operare e procedere per immagini attraverso l’articolazione inconscia della realtà. Per fare questo sfrutta due procedure: le fotografie manipolate, il cosiddetto surrealismo tecnico, e quelle non manipolate, fatto di immagini come strumento documentale. Bisogna ricordare che la manipolazione delle immagini è pienamente accettata in quanto infrange le regole della realtà e libera la creatività.

fotografia surrealista
Photo Credit: “Cadeau” – Man Ray, 1921

Tra le figure predominanti di tale movimento fotografico, è doveroso fare riferimento a Man Ray, un pittore conosciuto soprattutto come fotografo surrealista, avendo realizzato le sue prime importanti fotografie nel 1918. Nato con il nome di Emmanuel Rudzitsky, Man Ray diventa amico di Marcel Duchamp e prova ad esportare il Dada fuori dai confini europei. Prima di trasferirsi in Francia e iniziare la sua attività di fotografo, realizza una delle opere più iconiche del movimento, “Cadeau”. In linea con il surrealismo, la sua fotografia è scevra di qualsiasi implicazione razionale, spesso accosta elementi privi di legame logico, assecondando il suo inconscio nella più totale libertà. Nel corso degli anni Trenta, realizzò una serie di immagini “solarizzate” che sono oggi considerate emblemi di questa Avanguardia storica. Fu l’uomo che affascinò i surrealisti con il suo lavoro, i quali vedevano nelle sue distorsioni un modo di reagire al realismo.

Ma il surrealismo fotografico non è qualcosa che riguarda solo il passato della fotografia, bensì oggi ci sono molti artisti, come per esempio lo svedese Erik Johansson, che incarnano le idee surrealiste nelle proprie foto e continuano ad innovare le tecniche per ottenere questo tipo di immagini. Il digitale, in questo, offre moltissime possibilità in più.

Surrealismo fotografico oggi
Photo Credit: Erik Johansson

Tecniche e principali meccanismi

In questa sede verranno presentate alcune delle principali tecniche adottate nel surrealismo fotografico ed i meccanismi che rendono surreale una fotografia. La sperimentazione della fotografia nel surrealismo è avvenuta attraverso differenti tecniche per realizzare fotografie, espandere la creatività ed esprimere delle idee nell’arte. Come detto precedentemente, il mezzo della fotografia era usato tradizionalmente per ritrarre il reale, proprio l’opposto di quello che cercava di ritrarre il surrealismo, così la sperimentazione divenne necessaria per usare questo mezzo all’interno del movimento. Ecco alcune tecniche fotografiche nate con il surrealismo che hanno lasciato un segno nella comunità fotografica:

  • Solarizzazione: essa è una tecnica fotografica che disegna in negativo il profilo delle forme, trasformandole in elementi misteriosi e facendo apparire un alone di luce attorno ad esse. Questa tecnica causa l’inversione dei toni di una fotografia parzialmente o totalmente, facendo diventare scure aree originariamente chiare e viceversa. Questo fenomeno si verifica esponendo i negativi delle fotografie alla luce. Attualmente l’effetto solarizzazione è abbastanza facile da ottenere digitalmente, sia con programmi di fotoritocco che direttamente tra gli effetti delle fotocamere digitali moderne.
  • Fotomontaggio: l’uso di più immagini creava una realtà diversa, una nuova immagine, irrazionale e innovativa. Oggi l’unione di più foto, nei modi più disparati, è uno degli effetti basilari in qualsiasi applicazione digitale. All’interno del fotomontaggio una delle tecniche maggiormente utilizzate è quella del collage, che consente di inventare la realtà tramite la combinazione di diverse immagini.
  • Esposizione multipla: con questa tecnica venivano scattate due foto senza spostare il rullino, facendo in modo che la seconda immagine venisse impressa sopra la prima creando una combinazione fra le due. Questa tecnica ormai è utilizzata spesso in molti ambiti, non solo in quello fotografico, ma anche in quello pubblicitario o cinematografico ed è facilmente ottenibile in digitale con le fotocamere anche in esposizioni maggiori di due.

Tra le altre tecniche praticate dai fotografi surrealisti è possibile annoverare anche la colorazione o la sovrapposizione di più negativi, l’illusione ottica che si raggiungeva attraverso la prospettiva forzata, lo sfocato in movimento, il lightpainting, i paesaggi irreali in particolari condizioni climatiche (per esempio la nebbia) e la levitazione dei soggetti che sembrano volare nell’aria.

Infine, per quanto concerne i meccanismi fotografici e le dinamiche surrealiste applicabili in fotografia, è possibile citarne almeno sei:

  • L’ambiguità degli oggetti;
  • l’alterazione delle distanze: ciò che è più vicino appare più lontano e viceversa. In tal modo, oggetti distanti tra loro sembrano sullo stesso piano;
  • l’accostamento di oggetti tra loro estranei, con il risultato e lo scopo di sorprendere e generare un alone di mistero;
  • oggetti dal funzionamento anomalo;
  • cambiamento delle dimensioni solite degli oggetti. Anche in questo caso l’osservatore prova un senso di smarrimento (ma anche di divertimento);
  • architetture geometriche e isolate, spazi e oggetti isolati, vuoti e dalle forme pure.  
Alterazione delle distanze; tecnica fotografia surrealista
Photo Credit: Rodney Smith, scatto pubblicitario per BMW

Fonti:

 

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