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Still Life photography

La storia dello Still Life: dalla pittura alla fotografia

Origini del genere

Lo Still Life ha origini nella cultura della Roma antica e la sua diffusione deriva dalla pittura. Esso è conosciuto anche con il nome di “natura morta”, per via della predilezione di molti artisti nel raffigurare elementi naturali come cesti di frutta, fiori o verdure. La nascita di questo genere pittorico potrebbe risalire intorno al 1596, quando Caravaggio dipinse un cesto di frutta, manifestando per primo l’interesse verso gli oggetti inanimati, considerati via via sempre più centrali all’interno dell’opera d’arte.

Still Life photography
“Canestra di frutta” – Caravaggio, 1596

Circa cinquanta anni dopo, parallelamente alle esperienze dello stesso tipo condotte dai pittori fiamminghi, nasce il termine “stilleven”, che conoscerà una simile traduzione con il tedesco “stilleben” e l’inglese “still life” per indicare il carattere statico, fermo degli oggetti rappresentati, contrapponendolo alla dinamicità della figura umana. La traduzione francesce “nature inaniméè” e quella italiana derivano da un giudizio negativo circa la marginalità del tema rispetto alla pittura religiosa e storica, oltre alla maggiore facilità da parte dell’artista nel riprodurre oggetti inanimati. Per via di tali valutazioni riduttive, lo Still Life diventa un genere praticato principalmente da pittori minori, i quali però trovarono fortuna presso la borghesia del XIX secolo, una classe scarsamente colta e più sensibile all’ aspetto ornamentale dell’arte che non alla sua essenza espressiva.

In quegli anni nasceva la fotografia, che per via dei limiti iniziali, si trovò a dover privilegiare i soggetti inanimati offerti dal gusto estetico del momento. Essi erano lì immobili che si prestavano ad essere studiati, manipolati e interpretati: la natura morta diventa la materia principale di esercizio accademico, dando vita ad un’iconografia ricchissima.

Cos’è la fotografia Still Life

Still Life photography
“Tavola Apparecchiata” – Nicéphore Niépce, 1827

Come si è detto, la fotografia Still Life ritrae oggetti inanimati, conosciuti anche con il termine “natura morta”. Infatti, una delle prime fotografie della storia (quella di Nicéphore Niépce, nel 1827) è proprio una tavola apparecchiata con pane e vino. È opportuno però precisare che di solito si usa chiamare “Still Life” non solo la natura morta ma la fotografia di oggetti inanimati nel senso più ampio del termine, con l’unica eccezione per la fotografia di food, che nonostante l’inglesismo anche in Italia viene chiamata così. L’obiettivo principale di questo genere fotografico è quello di mostrare la natura dell’oggetto raffigurato e dell’autore che lo ha concepito, raccontandone l’essenza e la storia tramite le sue caratteristiche (forme, colori, materia).

Inoltre, una fotografia Still Life è molto strutturata, data la possibilità di poter controllare diversi elementi compositivi come l’illuminazione, la disposizione degli oggetti, la post-produzione e molti altri. Dunque, essa è il risultato di un lavoro paziente di controllo di molti fattori, dove l’illuminazione assume un’importanza maggiore rispetto agli altri, poiché in grado di descrivere le caratteristiche dell’oggetto rappresentato. La ricerca della luce adatta è fondamentale, la sua gestione è funzionale alla narrazione di un prodotto.

Commercial photography
Photo Credit: Dylan Griffin

Lo Still Life abbraccia diversi settori della fotografia, da quella commerciale, pubblicitaria a quella di moda, compresa quella legata all’e-commerce e ai social media (Instagram in particolare). Soprattutto nell’ambito della fotografia commerciale, esso è uno dei generi fotografici più richiesti. Rimanendo in tale contesto, questo tipo di fotografia ha lo scopo di contribuire alla vendita di prodotti. Essa deve quindi rispondere alle esigenze di comunicazione dei clienti, in quanto le immagini hanno lo scopo di trasmettere un messaggio, di rendere visibile un prodotto o un servizio e non hanno un fine meramente estetico. Indipendentemente dalla categoria del prodotto, l’oggetto fotografato è al centro di tutto e il fotografo deve essere in grado di attirare l’attenzione dell’occhio e della mente, giocando con colori e forme, luci ed ombre. In questo senso, lo Still Life punta molto sul fattore dell’emotività quando ritrae l’oggetto, consentendo all’osservatore di afferrare il messaggio in modo naturale. Nel farlo, cerca quindi di bilanciare le esigenze commerciali con le emozioni. Infatti, questo tipo di fotografia può comunicare con il consumatore in modi diversi, mostrando semplicemente il prodotto, fornendo informazioni generali o suggerendo idee ed emozioni: in entrambi i casi, l’obiettivo è creare degli stimoli visivi che il target di riferimento interpreterà a modo suo secondo la propria esperienza emotiva.

Tecniche e consigli per un ottimo Still Life

Le immagini Still Life vengono realizzate per lo più in studio, ma non è sempre così. A primo impatto, questo genere fotografico può sembrare estremamente facile, visto che non sono presenti soggetti in movimento e non ci sono molte variabili da dover considerare. In realtà, questo tipo di fotografia è più difficile di quello che sembra, proprio perché è uno di quei pochi generi che necessita di dover pensare alla costruzione dello scatto. Se in altri ambiti fotografici basta cogliere il momento o il soggetto in una determinata posa, scattare una fotografia ad un oggetto fermo richiede una preparazione più accurata, non solo tecnica ma anche concettuale. Dare all’oggetto il giusto significato: questo è il traguardo più arduo. Come già accennato, la fotografia Still Life ha il fine di trasformare lo scatto fotografico in un mezzo comunicativo, in grado di attirare l’attenzione del soggetto, sia in qualità di possibile acquirente sia di semplice osservatore. Per farlo, un ottimo Still Life si basa sulla conoscenza dei materiali da fotografare e sul controllo di ogni singolo dettaglio del set fotografico, primo fra tutti quello dell’illuminazione. Ogni immagine necessita di un’accorta pianificazione della stessa, poiché essa è parte integrante della comunicazione visiva e conferisce il giusto dinamismo ad una scena che altrimenti risulterebbe piatta. Il più delle volte vengono utilizzate luci fluorescenti, tungsteno oppure il classico flash, il quale consente di ottenere un’illuminazione maggiore e soprattutto omogenea, funzionale a far apparire l’oggetto nel modo più perfetto possibile. Inoltre, l’utilizzo di un’illuminazione artificiale è più facilmente controllabile e permette una più facile gestione delle zone d’ombra.

How to apply compositional theory to Still Life Photography
Photo Credit: Digital Photography School Official Pinterest

Un altro elemento di fondamentale importanza, a maggior ragione quando si parla di fotografia Still Life, è quello della composizione, da dover predisporre sulla base del messaggio da voler trasmettere. In questa tipologia di fotografia, soprattutto nella cosiddetta Still Life ambientata, in cui il prodotto non è solo sul set, ma inserito insieme ad altri oggetti e accessori, una corretta composizione fotografica può rendere lo scatto decisamente più accattivante. Bisognerebbe tenere conto della composizione quando vengono disposti gli oggetti sul set, infatti è importante che vengano rispettate le sue regole, come quella dei terzi o delle linee giusto per citarne alcune.

Inoltre, bisogna parlare dell’importante scelta del tipo di fondale su cui disporre gli oggetti, ovvero del cosiddetto “tavolo still life” quando gli stessi sono di piccole dimensioni. Lo sfondo deve conferire il giusto contrasto con il resto della composizione; infatti, il fondale bianco è adatto a tutte le tipologie di prodotto, poiché in grado di facilitare l’osservatore nella leggibilità e di agevolare il lavoro di post-produzione. Quando invece si vuole sottolineare la relazione tra lo sfondo e l’oggetto, si può utilizzare un fondale non omogeneo, il quale funge da contesto, rinforzando il messaggio che l’immagine vuole trasmettere. Questa tecnica viene spesso utilizzata nella food photography, dove i piatti vengono fotografati in diverse ambientazioni, come una cucina o una tavola imbandita. Infine, il fondale deve essere continuo, non deve presentare alcuno stacco tra il primo piano e il fondo dell’inquadratura.

Photographic Backgrounds
Photo Credit: Mona Moni Official Pinterest – Pixels Official Pinterest

 

 

 

In ultima istanza, prima di scattare una fotografia di questo genere, è fondamentale scegliere la giusta prospettiva in base alla forma e alle caratteristiche dell’oggetto che si intende rappresentare e in funzione di cosa si voglia far risaltare. Nel farlo, non bisogna trascurare i dettagli. Per fare un esempio, si pensi all’importanza di uno scatto destinato all’e-commerce: il consumatore sceglierà se acquistare o meno un prodotto basandosi esclusivamente su quello che vede su Internet. Una volta realizzati gli scatti secondo le proprie esigenze e finalità, è opportuno dedicare il giusto tempo alla post-produzione.

Fonti:

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