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Still Life e food photography: tecniche e consigli per ridare vita a una natura morta

Credit: Antonella Pagliaroli

La fotografia di Still Life si è evoluta negli ultimi anni. Si è passati dalle immagini da catalogo statiche e impersonali, dove solo l’oggetto veniva mostrato in più angolazioni, a dei veri e propri set. Oggi si parla di Still Life ambientata per indicare l’interazione che si crea tra soggetto e oggetti di scena coerenti.
Il termine traducibile letteralmente con “vita immobile” viene rappresentato nella cultura fotografica con l’equivalente dell’italiano “natura morta”. Questa tipologia di fotografia ritrae oggetti inanimati, sia a scopo puramente estetico e artistico sia a scopo pubblicitario.

In questo genere fotografico, i contrasti di toni e colori, le texture, le luci e le ombre sono gli elementi che focalizzano l’attenzione dello spettatore sul soggetto.
Lo Still Life è uno stile fotografico che richiede molta tecnica e molta conoscenza della luce. Sono proprio questi due fattori, tecnica e luce, che fanno la differenza. 

In particolare la rappresentazione del genere come natura morta si traduce in food photography. In questo modo si inserisce il soggetto (il cibo) all’interno di una prima cornice (il piatto/supporto) e successivamente in un contesto andando a scegliere il tipo di illuminazione e la sua intensità. L’ abilità più importante in questo tipo di fotografia consiste nello stile e nella presentazione del piatto.

Nella food photography nasce la necessità di presentare il “dietro le quinte” di un soggetto, il processo di produzione di un piatto o di un prodotto. Creare una natura morta significa scegliere un soggetto o una composizione, creare uno scenario e una storia integrando vari elementi all’interno della composizione e rappresentare il “sapore” che questa deve avere.

Qualsiasi oggetto inanimato di fronte alla macchina fotografica può quindi diventare Still Life. Ma cosa lo trasforma in una foto di successo?

Credit: Giovanni Gastel

Lo spazio di lavoro: luce, composizione e fondali

Allestire lo spazio di lavoro e creare una composizione

Credit: Matteo Zanardi

All’inizio, gioca con la tua composizione e prova a disporre gli oggetti in modi diversi. Normalmente si posiziona un piano di lavoro su cui inserire l’oggetto, disponendo anche un fondale adeguato che rende più contestualizzata l’immagine. Nelle composizioni di food photography anche l’ambientazione contribuisce a creare la giusta atmosfera.

Scegliere soggetto e materiali

Componi la tua foto con materiali e tipi di superfici diversi. Studia il modo in cui le ombre e la luce si riflettono sulle diverse superfici e osserva come questo influenza la tua composizione finale. Uno sfondo continuo e uniforme, esalta i contorni del soggetto e concentra l’attenzione dello spettatore su quel punto specifico all’interno dell’immagine. Cercate qualcosa che esista già e fotografatelo nel suo ambiente.

Predisporre le diverse fonti di luce

Sperimenta le diverse fonti di illuminazione, sia con luce artificiale che con luce naturale. Diverse fonti di luce possono modificare l’atmosfera di un’immagine. Per le immagini di Still Life pubblicitario, quindi scattate in studio, è meglio utilizzare delle luci artificiali e un taglio di luce piatta che enfatizzi i dettagli del prodotto. Per la food photography, al contrario, l’utilizzo di una fonte di luce naturale rende il soggetto più vivido. Generalmente per la natura morta la luce è morbida e senza ombre.

Credit: Carlo Catteneo – Flickr

Sperimentare diverse angolazioni e prospettive

Muovi la macchina fotografica, cambia le angolazioni e prova a scattare anche a mano, quindi senza l’utilizzo del treppiede, per cogliere diverse prospettive. Scatta in serie e poi gioca con la post-produzione. Tieni conto della lunghezza focale e cerca di usare un obiettivo fisso o uno zoom per mescolare gli elementi. 

Aggiungere il movimento per un effetto dinamico

Sebbene per tradizione la foto Still Life sia qualcosa di immobile e statico, puoi aggiungere elementi di movimento anche a una fotografia di oggetti inanimati per renderla più realistica. Puoi aggiungere un elemento umano che sposti il soggetto della fotografia o allungare i tempi di scatto e di esposizione per dare fluidità.

Attrezzatura necessaria

Credit: Adobe.com – Creative Cloud

Un fotografo che si occupa di Still Life deve avere sempre con sé:

  • Un buon fondale che aiuti a contestualizzare lo scatto e a trasmettere il messaggio che si vuole far trasparire.
  • Luci adeguate. Una delle ultime tendenze social è il Light Painting. Questa tecnica consiste nell’impostare lunghi tempi di esposizione e nel dare fluidità all’illuminazione. Ne sono un esempio gli scatti di paesaggio urbano con i filamenti di luce
  • Una macchina fotografica che permetta di gestire manualmente i tempi di scatto, aperture di diaframma e otturatore e ISO.
  • Un treppiede per dare stabilità ed eliminare i micromovimenti dello scatto manuale.
Fonti:

www.adobe.com/it/creativecloud/photography/discover/still-life-photography.html

www.urnato.it/la-fotografia-still-life-cose-quando-e-richiesta-come-si-realizza/

fotocomefare.com/guida-definitiva-alla-fotografia-still-life/

www.lama.studio/natura-morta-e-food-photography/

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